28 mar 2018

L'altra verità. Diario di una diversa. Alda Merini.

Fonte: lestanzedicarta.blogspot.it
by laria Cino
28 marzo 2018

L'altra verità. Diario di una diversa.
Rizzoli, 2016
Il Diario di una diversa di Alda Merini, così come fu introdotto da G. Manganelli “…. non è un documento, né una testimonianza su dieci anni trascorsi dalla scrittrice in manicomio….”. Sicuramente quando si legge Alda Merini l’ovvio e il banale sono concetti da abbandonare, dal momento che si entra in un mondo dal quale si fatica ad uscire per il paesaggio umano e divino che lo sovrasta. Che cos’è allora “L’altra verità” di Alda Merini? Sempre per Manganelli: “… è una ricognizione, per epifanie, deliri, nenie, canzoni, disvelamenti e apparizioni, di uno spazio - non un luogo - in cui, venendo meno ogni consuetudine e accortezza quotidiana, irrompe il naturale inferno e il naturale luminoso dell’essere umano…”.  Per la stessa Merini: “ … è un atto d’amore e di spietate constatazioni dei fatti ma è anche una esegesi, una implorazione e la completa distruzione di ogni filosofia e di ogni atto concettuale…”. Per me che l’ho letto felicemente più volte è un itinerario tra le luci e le ombre di una donna che ha affidato alla scrittura come ad una Sfinge oracolante il senso ultimo di un male morale; quel male strisciante di cui sono affette le società edificate sull’ordinario; quel male che vive in ognuno di noi e che si palesa di fronte allo straordinario, che altrimenti non sa spiegarsi la diversità se non con il rifiuto, la calunnia, la colpa, la paura, l'odio e l’isolamento. 
Questo è il vero inferno di cui siamo prigionieri se non ci armiamo come Titani di quell'intelligenza amorosa che ci guida nella comprensione di noi stessi e degli altri, e che Alda Merini ha ben indagato e compreso in questa sua opera: "... Il vero inferno è fuori, qui a contatto degli altri, che ti giudicano, ti criticano e non ti amano...". 
Il Diario di una diversa è un libro scritto per i diversi, che non sono altro che i nostri simili, persone normodotate come noi, dotate di personalità, di idee e sentimenti. Ma se in questo impasse del noi consideriamo la volontà come una bilancia che pesa il vero, che ci dice quanto siamo disposti a capirci e a capire, allora ecco che le somiglianze e le differenze si riducono ad una mera questione di volontà. E’ la nostra volontà il quantum determinante che ci porta a percepire l’altro come un nostro simile o un diverso, con tutta la tolleranza che ne consegue. E la Merini aveva questo quantum elevato alla N….(volendo usare un linguaggio matematico), l’esperienza del manicomio è stata la stramba occasione per dimostrarlo prima a se stessa e poi a Pierre, a Cleo, ad Aldo, alla Z., e a tutti quelli con cui è entrata in contatto, rivoluzionando le loro vite, riempiendole di amore e comprensione.

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